Archivio gennaio 2010

Nokia N900: la recensione dopo 2 mesi di utilizzo

Nokia N900 Maemo

Nokia N900 Maemo


La recensione “a freddo” di Kiamanokia.it su Nokia N900.

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Decreto Bondi: tassa SIAE sulla costruzione di telefoni cellulari

La scorsa settimana si è chiusa con una notizia che non azzarderei a definire “particolare”.
Dal sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali apprendiamo che il Ministro Bondi ha firmato un decreto per la rideterminazione del compenso per “Copia privata”.

In pratica verranno tassati i produttori di dispositivi con memoria digitale (chiavette USB, memory card, hard disk) mentre finora la tassa coinvolgeva solo cd e dvd vergini, e masterizzatori. L’estensione della norma coinvolgerà anche i telefoni cellulari, nella misura di 0,90€ al pezzo prodotto. L’estensione vale per tutti i telefoni cellulari, non solo quelli dedicati alla riproduzione di musica o contenuti multimediali coperti da diritto d’autore (quindi non solo la serie XpressMusic o la serie N)

La reazione di Nokia non si è fatta attendere:

Una tassa ‘’iniqua e ingiustificata’’: questa la posizione di Nokia sul decreto del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali. ‘’L’approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati’’, afferma in una nota Alessandro Mondini Branzi Amministratore delegato di Nokia Italia, aggiungendo che ‘’Nokia crede fermamente che l’imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata’’.
‘’L’ascolto di musica – sottolinea l’ad di Nokia Italia – e’ solo una delle tante funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto e’ solitamente acquistato legalmente dal consumatore che pertanto ha gia’ completamente pagato i diritti d’autore’’. Secondo il primo produttore mondiale di telefonini, imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto.
‘’Nokia – conclude Branzi – crede che non sussista un fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata’’.

Fonte: Quotidiano.net

Naturalmente il parere della SIAE è esattamente l’opposto:

“La Siae, non può essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente ‘equo’, pur se si comprende l’esigenza – espressa nel comunicato del Ministero – di individuare un punto di equilibrio tra le parti. L’Ente offre quindi, sin d’ora, la massima disponibilità alla partecipazione fattiva al Tavolo di lavoro che verrà istituito. Deve esprimersi comunque grande soddisfazione per la restituita dignità a chi crea e a chi lavora e investe nel settore dei contenuti culturali”.
Fonte: Quotidiano.net

Rimane da capire in che tempi verrà attuata questa norma, e in che modo inciderà sul prezzo finale dei prodotti. Tra l’altro, essendo una normativa del tutto italiana, un’eventuale ritocco al rialzo (seppur minimo) dei prezzi dei prodotti dedicati al nostro mercato potrebbe (anche se ci auguriamo di no) incrementare il fenomeno dell’importazione parallela, con tutte le conseguenti problematiche post-vendita relative alla garanzia.

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Garanzia sui prodotti Hi-Tech: l’Antitrust indaga sulla grande distribuzione

Appena finite le festività natalizie, ecco che la scure delll’Antitrust si abbatte su chi, probabilmente, preferisce i grandi numeri alla tutela del cliente.

Sette grandi catene commerciali di prodotti di elettronica sono finite nel mirino dell’Antitrust, che ha avviato delle pratiche istruttorie per verificare l’esistenza di “comportamenti commerciali scorretti” nei confronti dei clienti. Le sette imprese sono Mediamarket (operante con il marchio Mediaworld), Unieuro, SGM Distribuzione (operante con il marchio MarcoPoloExpert), Euronics, Nova (marchio Euronics), DPS Group e DML (marchio Trony).
I procedimenti sono stati avviati dopo diverse segnalazioni inviate dai consumatori. L’Antitrust dovrà verificare se le aziende abbiano agito correttamente nell’informare i consumatori in merito ai diversi tipi di garanzia disponibili sui prodotti: quella legale della durata di due anni e quella aggiuntiva offerta a pagamento. Le istruttorie dovranno inoltre accertare se le imprese abbiano correttamente riconosciuto ai consumatori l’esercizio della garanzia legale e il diritto di recesso.

Fonte: Repubblica.it

In particolare:

In generale, uno dei problemi maggiori incontrati dalla clientela è la “difficoltà di individuare il soggetto a cui rivolgersi per l’assistenza“. “Molti consumatori – spiega l’Antitrust – si rivolgono direttamente ai produttori, non sapendo che è compito del venditore far valere la garanzia legale della durata biennale. Spesso sono inoltre indirizzati dagli stessi venditori ai Centri di Assistenza Tecnica dei produttori, con il pretesto che in questo modo possono ottenere la riparazione in un tempo più breve”.
Fonte: Repubblica.it

Per quanto riguarda Nokia, è impensabile che un centro assistenza locale dia la precedenza alla persona fisica piuttosto che al rivenditore. Esiste una coda di lavorazione in cui le riparazioni vengono inserite in base alla data di ingresso nel centro assistenza, e quindi l’informazione che la riparazione sia più veloce se il telefono viene portato di persona è totalmente infondata.

E’ più realistico pensare che laddove il cliente è in condizione di portare il telefono al centro assistenza in qualsiasi momento, la logica della grande distribuzione fa sì che ci siano cadenze precise di invio e ricezione della merce da riparare o riparata.

Portando l’esempio sul pratico, ipotizziamo che il cliente che riscontra un difetto sul proprio telefono si rivolga al rivenditore il sabato. Invitato dal rivenditore il lunedì si rivolge al centro assistenza per una riparazione, che viene eseguita e chiusa nell’arco di qualche giorno. Il venerdì riceve la notifica che il telefono è pronto e (se gli è possibile) lo ritira nel corso della giornata. Il tempo totale per la riparazione è inferiore alla settimana. Chiaramente, un grande distributore non può (o non vuole) spedire quotidianamente le riparazioni, tantomeno ritirarle una volta eseguite. Ipotizzando quindi che passi qualche giorno da quando il dispositivo viene lasciato al rivenditore all’effettivo ingresso nel centro assistenza, e che altrettanti ne passino prima che il rivenditore ritiri il dispositivo riparato, è facile ipotizzare che i tempi possano facilmente raddoppiare.

Tuttavia, la legge parla chiaro al riguardo, e il responsabile dell’assistenza è sempre e comunque chi ha venduto il prodotto. Se sul territorio è disponibile un centro assistenza locale, deve essere il cliente a poter scegliere se rivolgervisi direttamente o affidare la riparazione al rivenditore, senza “ricatti” sulla tempistica che per legge deve essere comunque “ragionevole”.

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